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Images of loaves of bread by Marcos Isaias Mejía Guarcas/Pixabay. All other art by Didier Martin.
Si racconta di un certo prete che era turbato nel vedere un vecchio vestito in modo trasandato entrare nella sua chiesa ogni giorno a mezzogiorno e uscirne dopo pochi minuti. Cosa poteva fare? Informò il custode e gli chiese di interrogare il vecchio. Dopo tutto, il luogo conteneva arredi di valore. «Vado a pregare», disse il vecchio in risposta alla domanda del custode. «Suvvia, suvvia», disse l’altro, «tu non stai mai in chiesa abbastanza a lungo per pregare». «Be’, vede», continuò l’anziano, «non so come pregare a lungo, ma ogni giorno alle dodici vengo e dico: “Gesù, sono Jim”. Aspetto un minuto e poi vado via. Anche se è solo una piccola preghiera, credo che Lui mi ascolti». Qualche tempo dopo Jim ebbe un incidente e fu portato in ospedale, dove ebbe un’influenza meravigliosa sul reparto. I pazienti brontoloni diventavano allegri e spesso il reparto risuonava di risate. «Allora, Jim», gli disse un giorno un’infermiera, «tutti dicono che sei responsabile di questo cambiamento nel reparto. Dicono che lei è sempre felice». «Certo! Non posso fare a meno di essere felice. Vede, è il mio visitatore. Ogni giorno mi rende allegro». «Il suo visitatore?» L’infermiera era perplessa. Aveva notato che la sedia nella stanza di Jim era sempre vuota durante le ore di visita, perché non aveva parenti. «Il suo visitatore? Ma quando viene?» «Tutti i giorni», rispose Jim, con una luce negli occhi. «Sì, ogni giorno alle 12. Viene e si mette ai piedi del mio letto. Sorride e dice: “Jim, sono Gesù”.» Story courtesy of Activated magazine. Used by permission. Header image designed by Freepik (man) and Vectorpocket/Freepik (background)
Era un giorno d’esami per mio fratello e me. Tutte le serate che avevamo passato a studiare sarebbero state messe alla prova. Avevamo già sostenuto un esame orale. Il nostro professore ci aveva mandato un link per scaricare i pass necessari ad accedere all’esame universitario e io mi sono collegata per stamparle.
Ho incontrato dei problemi. Il sito web caricava solo la tessera per l’esame che avevo già dato. Mancavano solo tre ore prima di presentarci in aula per l’esame. Poteva essere un problema. Ho fatto scorrere le pagine del sito universitario finché ho trovato un numero per l’assistenza. L’ho chiamato e una voce registrata mi ha immediatamente comunicato: «La preghiamo di attendere. Il suo problema sarà esaminato tra un minuto».
Ero un po’ seccata ma ho aspettato. Dopo un po’, un’altra voce registrata ha detto: «Sa che può ricevere aiuto per qualsiasi domanda alla nuova pagina di assistenza? Digiti il numero…» e mi ha dato lo stesso numero che avevo appena chiamato. Frustrata, ho chiuso la comunicazione. Sono tornata al sito e ho riprovato. Niente. In quel momento, mi è arrivata una notifica sul cellulare. Era l’app con il versetto biblico del giorno, Matteo 7:7: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto». Ho chiuso gli occhi e ho pregato: «Gesù, per favore, ti chiedo di fare in modo che ci mandino i pass per l’esame». Poi, senza altre preoccupazioni, ho inserito i numeri del tesserino universitario e ho stampato le pagine senza nemmeno controllarle. Quando le ho tolte dalla stampante, ho visto che riportavano il giorno sbagliato. Ero tentata di riprovarci, ma mi sono ricordata il versetto. Avevo chiesto e mi sarei fidata che questa era la risposta. Al momento dell’esame, lo staff non ha dato nemmeno un’occhiata ai pass. La persona alla porta ci ha salutato allegramente, ricordandosi di noi dall’esame precedente. Ci ha accompagnato ai nostri posti e abbiamo sostenuto l’esame, che è andato a meraviglia. Dio non risponde alle mie preghiere sempre come penso che dovrebbe, ma risponde ogni volta e non si dimentica mai do me. Chiedete e riceverete!
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May 2026
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